EPISODIO DI BARI, ANGSA: “TRAGEDIE FREQUENTI IN ESTATE. LE REGIONI SONO IN GRANDE RITARDO PER UNA REALE FORMAZIONE UTILE SULL’AUTISMO”

D’estate spesso accadono fatti incresciosi, tragedie come quelle del ragazzo autistico di Bari soccorso con grande ritardo e poi lanciatosi dal balcone. Episodi che si ripetono in estate quando nelle nostre famiglie il disagio cresce per l’assenza di una routine utile ai nostri bambini, ragazzi o adulti e presente invece durante il resto dell’anno a scuola o nei centri diurni o di abilitazione. Molti ragazzi non sopportano i tempi lunghi dell’estate senza un programma e spesso senza un’attività adatta a loro. In questo caso il motivo potrebbe essere questo, oppure il ragazzo potrebbe aver avuto (chissà) un problema legato alle dosi del farmaco o un disagio fisico non comunicato, tale da renderlo senza controllo. Nelle linee di indirizzo é scritto quello che le regioni dovrebbero applicare per far fronte a queste emergenze dell’autismo e nel caso specifico ai problemi di comportamento. C’è ancora tanto da fare, come la formazione dei medici, del personale volontario delle ambulanze, e delle forze dell’ordine che non sanno come comportarsi. Cosi come il personale del pronto soccorso e quello dei reparti di psichiatria dove vengono ricoverati i nostri figli in stato di agitazione o aggressività. La famiglia quindi, (spesso unica risposta all’emergenza) è spesso lasciata da sola a gestire momenti simili, segnata ulteriormente da esperienze di questo tipo, senza tralasciare i sentimenti terribili e contrastanti di queste persone incapaci di gestire il loro malessere. Quando poi vengono portati in psichiatria non trovano ambienti idoeni, nel reparto magari ci sono pazienti che urlano e hanno comportamenti che accrescono il disagio degli autistici e il personale che non sa come trattarli, arriva spesso a immobilizzare la persona e a sedarla.  Questi reparti sono quindi non adatti agli autistici e nelle linee di indirizzo è scritto che in ogni regione, ogni capoluogo dovrebbe avere oltre che un centro esperto, una struttura con alcuni posti letto, con uno spazio tranquillo dove si possa fare un’attenta osservazione e valutazione da parte di una equipe formata e competente, altrimenti ci troviamo come sempre a curare l’effetto e non la causa. La scarsa informazione e conoscenza delle persone con autismo a cominciare dai medici degli ospedali e degli infermieri è frequente, e la soluzione ancora oggi  è sedare e contenere meccanicamente. Non ci sono risposte immediate a emergenze simili, lo sappiamo bene, ma le linee d’indirizzo sono datate 2011 e il loro aggiornamento è del maggio 2018!! Quanto ancora dovremo aspettare per avere cure mirate e rispettose di persone che hanno bisogni importanti e specifici? Questo non è un caso isolato che riguarda la città di Bari ma purtroppo riguarda tutta l’Italia.

E intanto cambiano ancora i nostri interlocutori nei ministeri…

Betty Demartis

Presidente Angsa

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