Omicidio/suicidio a Treviso, Demartis (Angsa): “Mancano percorsi di sostegno alle famiglie”

La notizia di un genitore che uccide il figlioletto autistico nel trevigiano ci ha lasciato di nuovo senza parole. Un omicidio suicidio per sottrarre il proprio congiunto ad un dolore ritenuto insopportabile, ad un futuro incerto e pieno di ostacoli. Il padre era sconvolto dalla diagnosi del figlio fino a diventarne ossessionato al punto di arrivare al gesto estremo. Non è bastato il legame solido con la moglie, non sono bastati i servizi sul territorio a scongiurare la tragedia. Un pensiero, non lo nego, che spesso ha sfiorato la mente di tanti genitori di persone affetto da autismo. Autismo è ancora una parola che fa paura e che getta nella disperazione più assoluta molte famiglie. Alcune decidono di fare finta di niente, altre di farsi aiutare e altre ancora si rimboccano le maniche, lottando per i propri diritti e per quelli di altri bambini e ragazzi. A volte però c’è il silenzio e l’incapacità di reagire, ma l’assenza di presa in carico delle famiglie da parte del sistema sanitario. Oggi fortunatamente possiamo avere una diagnosi precoce, ma spesso le famiglie sono sole. Non conosco nel dettaglio la situazione dei coniugi Battaglia della provincia di Treviso, ma in molte realtà italiane non ci sono percorsi di sostegno per i genitori. Nell’incontro sull’autismo porteremo alla ministra alla Disabilità Erika Stefani queste problematiche, affinché nessuno si possa sentire abbandonato, non vogliamo più immaginare famiglie lasciate a loro stesse e per coloro che hanno superato la disperazione della diagnosi non possiamo più permettere che, la paura per l’avvenire si faccia strada quotidianamente con un logorio costante fino a minare la salute di padri, madri, fratelli e sorelle. Dobbiamo dare risposte alla domanda: “Cosa ne sarà di mio figlio quando non ci sarò più?” Presa in carico, riabilitazione garantita allo stesso modo su tutto il territorio nazionale, scuola inclusiva, inserimento nel mondo del lavoro e strutture per i nostri ragazzi sono i temi a cui l’Angsa sta lavorando con la massima attenzione, portando sui tavoli istituzionali proposte dedicate esclusivamente al mondo dell’autismo. Il mio pensiero va alla madre del piccolo ucciso, ad una famiglia che non c’è più e a tutte quelle che ogni giorno lottano contro la disperazione.

Benedetta Demartis

Presidente ANGSA

Alessandra Portinari

Alessandra Portinari

Addetta stampa di ANGSA e Presidente di ANGSA Abruzzo

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