Autismo e vela, da La Spezia a Trieste il viaggio di Ocean Bird per abbattere le barriere
Partirà il prossimo 26 giugno dal porto di La Spezia il giro d’Italia a vela “BUONVENTO – Tutti a bordo”, un progetto unico nel suo genere ideato dallo skipper Pietro Frisani, velista esperto che mette a disposizione Ocean Bird, il suo veliero di 16 metri, con il quale ha completato un intero giro del mondo, per accogliere a bordo persone con autismo, sindrome dell’X Fragile, sindrome di Down e altre condizioni di divergenza, insieme alle loro famiglie e alle associazioni del territorio. Un progetto la cui realizzazione è stata possibile grazie al fondamentale contributo organizzativo e al prezioso impegno della Fondazione Italiana Autismo e di ANGSA, partner dell’iniziativa sin dalle sue prime fasi di sviluppo.
Lungo tutto lo stivale saranno coinvolte circa 230 persone tra ragazzi con autismo, familiari e operatori che saliranno a bordo nelle diverse tappe del viaggio.
Il viaggio toccherà numerosi porti italiani, trasformando il mare in uno spazio di incontro, esperienza e partecipazione. Dopo la partenza da La Spezia, Ocean Bird farà tappa ad Anzio, Maratea, Vibo Valentia, Tropea, Scilla e Milazzo. Risalendo poi lungo l’Adriatico raggiungerà Taranto, Brindisi, Trani, Ancona, Ravenna, Chioggia, Venezia e infine Trieste, dove si concluderà questo straordinario viaggio di inclusione.
Un aspetto che rende ancora più significativa questa iniziativa di solidarietà è la generosità dello skipper Pietro Frisani che sosterrà tutte le spese di navigazione, organizzazione e gestione.
A differenza di molte iniziative concentrate in un solo luogo o in una singola giornata, “BUONVENTO” porterà la propria attività direttamente nei territori, raggiungendo associazioni e famiglie lungo le coste italiane. Sarà il progetto a mettersi in viaggio verso le persone, e non il contrario.
«Quando si parla di autismo e disabilità, la vera sfida non è limitarsi alla sensibilizzazione o alle dichiarazioni di principio. Bisogna creare occasioni concrete di partecipazione, offrire esperienze, ampliare il ventaglio delle opportunità», dichiara Davide Faraone, presidente della Fondazione Italiana Autismo. «Troppo spesso le persone con autismo e le loro famiglie si trovano a fare i conti con un’offerta limitata di attività e con ostacoli che restringono gli spazi di vita. Per questo abbiamo accolto con entusiasmo l’idea dello skipper Pietro Frisani: è un gesto di straordinaria generosità che trasforma una passione personale in una possibilità reale per tanti ragazzi e le loro famiglie. L’inclusione si misura soprattutto così: dalla capacità di rendere accessibili esperienze che per altri sono scontate e che, invece, per molti restano ancora un privilegio».
Per il presidente di ANGSA, Giovanni Marino, il valore dell’iniziativa risiede proprio nell’offrire nuove possibilità: «Le persone con autismo hanno poche occasioni di accedere a esperienze diverse in modo protetto e sicuro. “BUONVENTO” è un dono inaspettato: non è terapia, ma piacere, emozione, scoperta. È la possibilità di conoscere qualcosa di nuovo e magari desiderare di ripetere quell’esperienza, ampliando i propri interessi e i propri orizzonti».
«Si parla spesso di inclusione, di attenzione e di diritti», afferma lo skipper Pietro Frisani. «Sono parole importanti, ma acquistano valore soprattutto quando si trasformano in gesti concreti. Ho semplicemente deciso di mettere a disposizione una risorsa che possiedo, la mia barca, per creare occasioni vere di incontro e partecipazione. Se riusciremo a regalare qualche giornata di serenità e, allo stesso tempo, a far conoscere meglio la quotidianità di tante famiglie, avremo raggiunto il nostro obiettivo».
Attraversando l’Italia da La Spezia a Trieste, “BUONVENTO– Il mare che unisce” vuole lanciare un messaggio semplice: l’attenzione verso le persone non si misura dalle parole, ma dalle opportunità concrete che siamo capaci di creare. Tappa dopo tappa, il progetto costruirà una rete di relazioni tra famiglie, associazioni e comunità locali, dimostrando che il mare può diventare un luogo di incontro capace di unire esperienze, storie e persone diverse.

