ASACOM: Le criticità del nuovo Disegno di Legge
Il recente passaggio al Senato del Disegno di Legge sugli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM) lascia irrisolto il nodo della formazione. Come sottolineato da Salvatore Nocera, in un suo intervento su “Superando”, il testo presenta lacune tali da configurare un rischio di illegittimità costituzionale, ledendo il diritto all’assistenza scolastica degli alunni con disabilità.
Dal vuoto normativo alla precarietà
Sebbene la Legge 104/92 prevedesse già questa figura, la mancanza di un profilo professionale nazionale ha generato per decenni caos gestionale. Gli Enti Territoriali hanno operato in modo frammentato, spesso esternalizzando il servizio a cooperative con gare al ribasso. Il risultato? Precarietà salariale (gli assistenti non sono pagati durante le assenze degli alunni o nei mesi estivi) e una cronica mancanza di continuità didattica.
Il DDL 2024: una riforma a metà
Il nuovo DDL definisce l’ASACOM come figura educativa, ma ha abbandonato l’idea della stabilizzazione nei ruoli del Ministero per mancanza di coperture. Le criticità maggiori emergono nel comma 4 bis relativo ai requisiti d’accesso:
Educatori socio-pedagogici: Il loro titolo non garantisce alcuna preparazione specifica sulle diverse disabilità (sensoriali, cognitive o disturbi del neurosviluppo).
Corsi Regionali: Le 600 ore previste sono giudicate insufficienti rispetto alla complessità dei compiti richiesti.
Accesso per esperienza: Prevedere l’accesso a chi ha svolto 12 o 36 mesi di servizio senza formazione teorica o titoli adeguati rischia di istituzionalizzare un’assistenza priva di basi pedagogiche.
Disparità di trattamento: Mentre per la LIS (Lingua dei Segni) sono richieste 810 ore, nulla di specifico è previsto per la CAA, il Braille, il metodo ABA o per i sordi oralisti.
Rischio di incostituzionalità e PNRR
La FISH ha denunciato il mancato ascolto delle proprie proposte, tra cui un percorso biennale universitario post-diploma. Il DDL sembra destinato a un’approvazione blindata alla Camera entro giugno 2026 per rispettare le scadenze del PNRR.
Tuttavia, restano i dubbi sui finanziamenti: Regioni come Puglia ed Emilia Romagna hanno già sollevato questioni di legittimità sulla Legge di Bilancio 2026, poiché non sono garantiti i fondi necessari per i Livelli Essenziali delle prestazioni. Senza una formazione polivalente e risorse adeguate, la qualità dell’inclusione scolastica rimane un miraggio.

