In Cammino per l’Autismo

Il Cammino di Santiago di Compostela in Spagna, coinvolge ogni anno le persone dell’ANGSA de La Spezia come metafora di nuove scoperte sulle potenzialità delle persone con autismo e sulle loro capacità di stare e vivere con gli altri, oltreché come occasione unica di affermazione dei loro diritti di cittadini del mondo.

Ci sono cose che in determinate situazioni contano più di ogni altra: la costanza, l’intraprendenza, la continuità, la voglia di partire, di ricominciare, di rimettersi in gioco, di non arrendersi mai… di continuare il cammino verso il Domani, verso un futuro che ci attende con grande speranza. Alberto Brunetti

Settembre 2015

Nel 2014 l’idea originale, che nel tempo si è arricchita di intenti e di valori, ha potuto finalmente trovare una sua prima realizzazione, permettendoci di intraprendere la traversata da Genova alla Spezia sull’Alta Via dei Monti Liguri, un viaggio durato circa due settimane , che ha regalato a noi genitori momenti di orgoglio e una rinnovata positività e fiducia verso quelle che possano essere le capacità dei nostri figli. Tutti i nostri sforzi, per riuscire a fare in modo che i ragazzi si trovassero a proprio agio su sentieri anche di media difficoltà, lontano da casa e dai comfort abituali, ci hanno quindi permesso di realizzare un vero e proprio sogno: accompagnare i ragazzi con autismo lungo tutto il Cammino di Santiago di Compostela*. E così, il 7 settembre scorso, finalmente, siamo riusciti a partire dalla Spezia alla volta di Saint-Jean-Pied-de-Port, che rappresenta l’inizio del Cammino Francese verso Santiago. Il Progetto Walking Autism toward Santiago de Compostela 2015 è stato forse uno dei più coinvolgenti tra quelli organizzati dalla nostra Associazione. Il viaggio verso Santiago, infatti, oltre a svelarci nuovi paesaggi e nuovi orizzonti, ci ha dato la possibilità di incontrare nuove persone e di offrirci prospettive del tutto inattese, facendoci conoscere aspetti dell’autismo che ci hanno sorpreso. Siamo stati piacevolmente colpiti dalla capacità di adattamento dei nostri ragazzi, che pare siano riusciti a mettere da parte i loro “comportamenti-problema” e a vivere appieno tutto quello che questa esperienza ci ha offerto. Camminare per lunghi percorsi talvolta anche faticosi, trovarsi a dover affrontare condizioni climatiche anche estreme, lontani da casa, dalle abitudini quotidiane, ha reso i nostri ragazzi più forti. E per tutti coloro che vi hanno partecipato, il Cammino è stato anche una lezione di vita che ci ha permesso di confrontarci, conoscere, capire… Quello che pensavamo da tempo si è rivelata una certezza: i nostri figli hanno bisogno solo di essere aiutati ad acquisire i vari tipi di autonomie che li rendano indipendenti a garanzia di un futuro meno incerto. ANGSA la Spezia, Cammino di Santiago di Compostela, settembre 2015 Alcuni componenti del gruppo dell’ANGSA della Spezia che hanno raggiunto Santiago di Compostela L’“avventura” si è protratta per ben trentanove giorni complessivi e molteplici sono stati gli avvenimenti che l’hanno caratterizzata, rivelandoci, come già detto, una serie di aspetti dei nostri figli che nella vita di tutti i giorni non pensavo potessero manifestarsi. Adattarsi a uno stile di vita del tutto nuovo e particolare, dover rispettare regole non conformi al loro standard costruito su schemi ben precisi e regolamentati, ne ha sicuramente accelerato il processo di crescita, senza per altro dimenticare l’importanza dell’aspetto umano, che ha “colorato” giornate talora piatte e ripetitive. Le persone che abbiamo incontrato lungo il Cammino hanno arricchito il nostro senso di appartenenza; con noi sono stati tutti molto socievoli, talvolta incuriositi dal particolare comportamento dei ragazzi, più spesso sorpresi per ciò che eravamo in grado di fare. Anche se di lingue diverse, a parlare per noi erano i valori, gli stati d’animo, la voglia di serenità, il bisogno di riprendere possesso della nostra vita, riconoscere e accontentarsi delle piccole cose, dell’essenziale. Anche le magliette che indossavamo e sulle quali era ben visibile la parola Autism, hanno suscitato la curiosità di molti che ci hanno seguito durante tutto il percorso, taluni interagendo con noi, perché attratti da questo nostro mondo così particolare, così “incomprensibile”, ma allo stesso tempo così espressivo, ricco di sensibilità e di messaggi di solidarietà. Altri, invece, ci hanno “accompagnato” da lontano, quasi non volessero disturbare, come non volessero entrare in questa nostra bolla un poco sospesa tra pensieri, sogni, speranze e realtà.

Il 14 luglio, dunque, partiremo alla volta di Porto, per percorrere i quasi 270 chilometri del Cammino Portoghese verso Santiago. Siamo entusiasti di questo nuovo viaggio che dimostrerà ancora una volta come i nostri ragazzi possano fare molto, come anche loro abbiano sete di conoscere, imparare, crescere. Giunti poi a Santiago, proseguiremo verso Finisterre… la “fine della Terra”, una volta considerata così, per noi in verità una prosecuzione verso il futuro ignoto, ma conosciuto. Come una sorpresa, Finisterre non esaurirà la nostra marcia, come marinai attenti e pazienti, solcheremo virtualmente quel mare e sapremo navigare oltre le tempeste, oltre le paure e, scrutando al di là di quelle acque profonde e oscure, troveremo altre rive, altre sponde, altri porti nei quali attraccare e trovare pace e serenità, non tanto per noi genitori abituati a combattere e ad essere forti, sempre, ma per i nostri figli così delicati, così fragili.

Dieci tappe per giungere a Santiago, più le tre da percorrere per arrivare a Finisterre, tappe più o meno impegnative, che ci terranno lontani dalle nostre abitudini per circa quindici giorni. Come lo scorso anno, siamo certi che non mancheranno le difficoltà, ma di gran lunga maggiori saranno i benefìci che trarremo da questa avventura. Forti dell’esperienza passata, che ha forgiato e scolpito dentro di noi per sempre le emozioni che le grandi scoperte e le piacevoli sorprese possono offrire, affronteremo il Cammino con un rinnovato entusiasmo, pronti a cogliere tutto ciò che è bene per noi e soprattutto per i nostri figli. Quindi, con fervente passione e fede sincera ci troviamo tutti pronti e decisi: che un altro Cammino abbia inizio! Il 14 luglio è vicino e senza scomodare un altro 14 luglio, quello del 1789, vi è una cosa che accomuna queste due date: rivoluzionare il modo di pensare e la cultura obsoleta che ostacola il progresso e ogni forma di libertà che appartiene ad ogni essere umano.

Ci sono cose che in determinate situazioni contano più di ogni altra: la costanza, l’intraprendenza, la continuità, la voglia di partire, di ricominciare, di rimettersi in gioco, di non arrendersi mai… di continuare il cammino verso il Domani, verso un futuro che ci attende con grande speranza.Alberto Brunetti