Maltrattamenti di bambini con autismo. L’intervista a Lucio Moderato

Riproponiamo un intervento pubblicato su Autismo33.

Lucio Moderato fa delle riflessioni importanti sui maltrattamenti di bambini con autismo. Questi sono una risposta a comportamenti esplosivi dei bambini. Ma perché essi si manifestano? I comportamenti si potrebbero prevenire? Quali sono i confini tra maltrattamento e contenzione lecita? Ecco l’intervista a Lucio Moderato

Le minacce, gli insulti e le violenze fisiche documentate in decine di video girati dai carabinieri ai danni di nove bambini autistici seguiti dal centro di riabilitazione “Istituto Sant’Agostino” di Noicattaro (Bari) sono stati rivalutati come «abuso aggravato di mezzi di correzione»: così ha deciso il Tribunale del Riesame accogliendo i ricorsi dei difensori di tre educatrici arrestate a gennaio, a cui sono stati revocati i domiciliari.
La decisione di derubricare il reato sta ovviamente facendo discutere: nel merito abbiamo intervistato il Direttore dei Servizi Innovativi per l’Autismo di Fondazione Istituto Sacra Famiglia, professor Lucio Moderato, che avverte: «Si tratta di materie delicatissime, spero che la magistratura in questo come in altri casi si sia fatta consigliare da veri esperti prima di giudicare. Perché il confine tra maltrattamenti e interventi di contenzione è spesso sottile, ma determinarlo con certezza è assolutamente essenziale. Ne va del benessere e della salute dei bambini». Proviamo dunque a tracciare questo confine…. quando si tratta di violenza e quando, invece, di un atto necessario a impedire che il bambino stesso si faccia del male? «Le contenzioni fisiche per impedire atti di autolesionismo sono rigidamente normate dalla legge», continua Moderato, «e devono sempre essere autorizzate da un medico o da uno psichiatra, che ha l’obbligo di informare la famiglia. Ma prima di arrivare a questi provvedimenti, gli educatori o gli insegnanti devono farsi una domanda». Quale? «Perché quel bambino si sta comportando in quel modo? Perché si fa del male? Cosa non ho fatto io per impedirlo? Su quale antecedente sbagliato è fondato quel suo atto? Un bambino autistico non diventa violento a caso: reagisce a comportamenti sbagliati dell’adulto. Dopodiché perdere la pazienza può capitare, agire in modo vessatorio no. È una questione etica, ma anche di professionalità: noi siamo pagati per avere pazienza, è il nostro lavoro. Dobbiamo essere professionali sempre, in qualsiasi situazione, se stiamo bene o se stiamo male. Chi usa violenza nei confronti di bambini che tra l’altro non possono esprimere il loro disagio né denunciare i soprusi subiti, non può avere alcun tipo di giustificazione e deve essere perseguito, senza sconti”.

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